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KALI - ESKRIMA - ARNIS DE MANO

Cenni storici
Caratteristiche generali
La pratica
Stili praticati in FIDAM


Il Kali, noto anche come Arnis o Eskrima, è una disciplina marziale nata nell'arcipelago delle isole Filippine il quale nel passato e' sempre stato al centro di scambi commerciali, guerre e colonizzazioni.



La storia antica di questo arcipelago e' attualmente in gran parte ignota, perche' purtroppo le fonti scritte ufficiali sono assai scarse.

Di certo tra il VI ed il IX secolo D.C. le isole erano gia' venute in contatto con le popolazioni malesi, cinesi ed indiane, prevalentemente per fini commerciali.

Solo dopo l'arrivo dei primi coloni spagnoli, nel 1521, la storia diviene chiara e le fonti piu' abbondanti. La potentissima Spagna infatti, tento' piu' volte tra il 1521 ed il 1600 di conquistare l'arcipelago.

Il primo tentativo fu compiuto dal famoso navigatore Magellano, impegnato nella circumnavigazione del mondo alla testa di 5 navi con 234 uomini tra cui il marinaio italiano Pigafetta.

      


Quando arrivo' nelle Filippine, la spedizione contava ancora solamente 150 uomini in vita.

Il tentativo di colonizzazione falli il 26 aprile 1521 sull'isola di Mactan, dove, nel tentativo di sedare una rivolta, lo stesso Magellano venne ucciso dai guerrieri del rajah Lapulapu. Solo una nave con 18 uomini, tra cui Pigafetta che avrebbe raccontato l'accaduto, sarebbe quindi tornata in madrepatria.

Seguirono altre tre spedizioni spagnole che fallirono l'obiettivo di una conquista militare, mentre la quinta riusci nell'intento, abbandonando lo strumento militare in favore della conversione della popolazione locale alla religione cristiana e di metodi piu' diplomatici.

Durante il periodo coloniale i filippini attinsero ampiamente dalle raffinate tecniche di scherma utilizzate dagli spagnoli (da cui il termine escrima), adattandole alle proprie armi, in particolare ai bastoni di legno locale.

Si trattava di bastoni lunghi circa 70 cm, di rattan/giunco o legni pesanti, cui i filippini facevano ampio ricorso essendo generalmente vietato il porto di armi da taglio dal locale governo spagnolo.

L'influenza spagnola duro' fino alla guerra ispano-americana del 1898, quando le Filippine caddero sotto l'influenza statunitense.

      


A causa della rapidita' e della determinatezza degli assalti dei guerrieri moros, armati di solo machete o barong, gli U.S.A. adottarono il calibro .45 per le proprie pistole, visto che le .38 in piu' di un'occasione non erano riuscite ad abbattere immediatamente i pur minuti guerrieri filippini che, prima di soccombere, erano riusciti a decapitare i soldati americani.



Lo stesso soprannome dei marines americani, "leathernecks" (colli di cuoio), per alcuni nacque in detto periodo, visto che i militari ripresero ad indossare gli spessi collari di cuoio (facenti parte delle uniformi storiche) nel tentativo di difendere le proprie gole dai colpi di machete degli indigeni.

Dopo l'attacco di Pearl Harbour, infine, le Filippine furono strappate agli U.S.A. dai Giapponesi e tenute sin quasi alla fine della II Guerra Mondiale, il che' spiega anche le influenze delle arti marziali nipponiche nei sistemi filippini.

Le tecniche di Kali vennero utilizzate ampiamente nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, quando gli alleati, anche per la carenza di armi e munizioni, utilizzarono proficuamente squadre di filippini armati di machete per combattere i giapponesi nel fitto della giungla.

Durante tutte queste guerre, i guerrieri filippini combatterono sempre ad oltranza l'invasore di turno, prima in campo aperto e poi, durante l'occupazione, anche con tecniche di guerriglia.
Svilupparono cosi metodi di combattimento individuale a mani nude e con armi da taglio sempre piu' evoluti, acquisendo contestualmente le tecniche utilizzate dai potenti eserciti nemici.

Oggi le Filippine sono una repubblica indipendente, la cui popolazione e' in gran parte di religione cristiana.

Le lingue ufficiali sono due: il locale tagalog (sintesi codificata degli innumerevoli dialetti) e l'inglese.

Nell'arte marziale vengono tuttavia spesso impiegati anche dialetti locali e termini spagnoli, per cui molto spesso vengono usati termini molto diversi per descrivere ed identificare le medesime tecniche.